venerdì 30 maggio 2014

#Poesia - Visitazione



 a Valentina
Staticità orizzontale
sinistra
su occhi tramortiti di una veglia
al volgere di un giorno tumefatto
e un corpo di Penelope scheggiata

sono abbracciata dalla coscienza di scomparire
ma non ho ancora la coscienza di chi scompare
colorerò quello che intorno a me non vedo
quando il mio ventre sarà gravido di grida.


Di polvere
e di Luna imbellettata
in una perdita che scruta gli orizzonti
tra le pareti di un esistere improvviso
che mi allontana
sfida e mi deride,
in questo fremito sirenico di niente
dove il futuro scorre in ronda ai miei domani
e gli anni cadono
uno dopo l’altro
sul fondo della brocca del tuo tempo.


Gemina e germoglia l’abbandono
su un origliere erboso annido i miei tormenti
perché l’eternità non sia ricordo
di una marea
frenetica e proibita;
per chiudere le ciglia
dire ‘basta’
alle frontiere che giammai tracciai sul suolo
al mendicare di una vita in interstizi
al chivalà del mondo e dell’inganno.


                            Ma scivola
lubrica la vita
a branchi solca petali di ghiaccio
dove i sospiri in faida di falene
sfiorano il mio misero giaciglio

chissà se troverò più quella gioia
che sparì un giorno senza un ultimo saluto

chissà se ascolteremo, seguitando,
un canto simulato di Speranza.

                            RAGGIUNGIMI.


Abbazia di San Galgano
Tempo terrestre: 18 Ottobre 2013

(Diego Salvadori)

4 commenti:

  1. Mi piace la poesia, sempre così sofferta e in continua attesa...anche l'immagine,tra San Galgano e Beato Angelico... F.

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  2. Grazie per il tuo commento. Mi riempie di gioia sapere che quanto scrivo "arriva" a destinazione :)

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    1. Quando trascorri giorni con il ventre carico di grida (cit.) e quando l'esistere ti deride (cit.) masochisticamente trovi un doloroso conforto in chi ti può capire! Attendo il cambiamento... F.

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    2. Mi accontenterei anche di un millesimo cubo di cambiamento :) Ci sto lavorando :P

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