lunedì 20 maggio 2013

(Poesia) Cartavetro



Coll’aspettare i prati sono irranciditi
Le albe fatte nere d’orifizi
Al sol si è scolorata naufragando
In questo mar la poesia diventa fango

Urina tra stazioni e ferrovie
Il suo poeta – capotreno mezzo fatto –
Il più bel fior ne coglie in questo lotro
Nel mezzo del cammin come d’autunno

Sugli alberi insozzata da un frullone
La poesia
Ti sega d’illusione...
Taci su le soglie del mio bosco,
escort della pagina e di penna

Adesso è solo slogan d’accademia,
sonetto profumante naftalina
frusta eiaculante senza senso
scrivo scrivi scrive
“no, non penso”.

(Diego Salvadori)

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