lunedì 30 gennaio 2012

(Poesia): Club per endecasillabi scambisti


(I)

Welcome to the club,
on the wall I see the stars,
carta da parati
tutto tulle e taffettà;
bugigattolo annerito
sogno consumato:
grande letto il mio Moleskine,
stropicciata vanità.


Gli sfigati non sono ammessi;
i brutti li bandiamo;
non vogliamo grasso e ciccia dentro il nostro blu pantano;
solo versi smorfie lagne,
ubriaconi e tabagisti,
casi umani – casi persi,
feticisti dell’inchiostro.
(II)
E la ballata comincia,
si stropiccia;
sui divanetti il settenario sbava,
l’endecasillabo si tende in queste lettere a metraggio;
il quinario, sulla porta, si richiude su se stesso. 


E il madrigale è frocio,
il rondò è un pervertito,
la sonettessa lo prende fino all’ultimo emistichio;


e il novenario ce l’ha ritto,
il decasillabo è sul lungo,
trova in terra la sestina, poi le chiede di succhiarlo.


Bacia il pentametro, morde un piede,
tra gli arsi e i tesi irrigiditi;


l’omoteleuto scalcia,
sbava e latra,
il giambo se la fa col gliconeo.


L’epitalamio si converte: ne scopa quattro,
per i divorzi s’è fatto adulterino;


dura,
lesbica è la rima,
da un’ora intinge il dito nell’ottava.
(III)
E io entro,
dilenguando chi sono,
voyeur tra le braccia di fantasmi…
la testa in forno,
sdrucita pelliccia,
emulo eroine a perdigiorno. 


Mi taglieranno la testa,
la getteranno in un fossato,
la farciranno quale porchetta il giorno del santo patrono;
e i cani abbaieranno,
qualcuno piangerà,
welcome to the club,
on the wall I see the stars. 


(Diego Salvadori)

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